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VAB Italia

FEDERAZIONE NAZIONALE V.A.B. ITALIA

Per dare vita ad un’idea (coltivata per molti anni) dei volontari della V.A.B. Toscana (attiva dal lontano 1974) , si sono incontrati in data 25 e 26 giugno 2005 , in quel di Calenzano (Fi) , i delegati delle V.A.B. regionali della Toscana , dell’Emilia Romagna con le componenti provinciali di Ferrara , Ravenna , Rimini e Reggio Emilia , delle Marche , della Lombardia e della Campania . In questi due giorni si è sottoscritto un Protocollo d’ Intesa per la nascita della Federazione V.A.B. Italia . Col Protocollo d’Intesa si è costituita la Commissione Federale V.A.B. Italia , composta da due membri di ognuna delle V.A.B. regionali presenti.

L’obiettivo della Commissione è di dar vita ad uno Statuto Nazionale che leghi tutte le V.A.B. regionali (presenti e future) in un’unica grande Federazione Nazionale che operi con più forza su tutto il territorio italiano nella tutela del patrimonio boschivo e nella difesa delle popolazioni nelle piccole e grandi emergenze e nelle calamità naturali , e che potrà portare il proprio impegno e la propria esperienza anche fuori dai confini italiani.

La Commissione Federale, composta dai seguenti volontari :

Mingrone Elvio - Scala Mirko V.A.B. Toscana
Morandi Ilario - Casadei Giuseppe V.A.B. Emilia Romagna
Masini Daniele - Baldinini Paolo V.A.B. Marche
Mascolo Agostino - De Rosa Antonello V.A.B. Campania
Veronesi Michela - Lazzarini Nicola V.A.B. Lombardia

 

ha portato avanti i propri lavori nel corso di varie riunioni :

22/10/2005 Firenze Primo incontro
11/02/2006 Sparanise (CE) Secondo incontro
20-21/05/2006 Maslianico (CO) Terzo incontro
03/03/2007 S. Agata Feltria (PU) Quarto incontro
23/11/2008 Ferrara Quinto incontro

 

Nella riunione del 15 marzo 2009 in Firenze , Via dell’Olmatello n. 25 , è stato firmato l’Atto Costitutivo e lo Statuto Sociale della “Federazione Nazionale V.A.B. Italia O.N.L.U.S.” .

In data 11 ottobre 2009 si è svolto in Firenze , Via dell’ Olmatello n. 25 (sede della Federazione V.A.B. Italia) , il Primo Consiglio Direttivo Nazionale , nel corso del quale è stato eletto il Primo Presidente pro-tempore della Federazione V.A.B. Italia nella persona del Consigliere Nazionale Agostino Mascolo (V.A.B. Campania) , con il precipuo compito di guidare la Federazione verso la Prima Assemblea Nazionale degli Enti Federati .

L’Assemblea Nazionale si è svolta il 12 dicembre 2009 a S. Agata Feltria (PU) , ospiti della V.A.B. Marche ; nel corso della quale ha avuto luogo l’elezione degli Organi Direttivi.

Il 13 dicembre 2009 , a Novafeltria (PU) , si sono riuniti gli Organi Direttivi della Federazione V.A.B. Italia.

Consiglio Direttivo Nazionale

Composizione e cariche:

Presidente Mingrone Elvio V.A.B. Toscana
Vice-Presidente Masini Daniele V.A.B. Marche
Segretario Martinelli Massimo V.A.B. Toscana
Tesoriere Baldinini Paolo V.A.B. Marche
Referente P.C. Martino Fabio V.A.B. Campania
Referente A.I.B. Lazzarini Nicola V.A.B. Lombardia
Pubbliche Relazioni Veronesi Michela V.A.B. Lombardia
Capo Progettazione Scala Mirko V.A.B. Toscana
Team Progettazione Pazzi Marco V.A.B. Emilia Romagna
Team Progettazione Cerbara Samuele V.A.B. Marche
Team Progettazione Mascolo Agostino V.A.B. Campania
Team Progettazione Aieta Giuseppe V.A.B. Puglia

Consiglio degli Ispettori Contabili

Composizione e cariche:

Presidente Testoni Luigino V.A.B. Lombardia
Ispettore Frighetto Claudio V.A.B. Lombardia
Ispettore De Falco Alberto V.A.B. Campania

 

Consiglio dei Probiviri

Composizione e cariche: 

Presidente Orlandi Luca V.A.B. Toscana
Vice-Presidente Matarazzo Riccardo V.A.B. Toscana
Segretario De Cristofaro Ilenia V.A.B. Campania
Probiviro Martino Marlisa V.A.B. Campania
Probiviro Veronesi Stefano V.A.B. Lombardia

 

Attualmente i Dirigenti della V.A.B. Italia sono impegnati a preparare e a seguire le pratiche per l’ Iscrizione della Federazione al Registro del Volontariato della Provincia di Firenze ed a seguire la richiesta di Iscrizione al Dipartimento Nazionale della Protezione Civile.

Ottenute le suddette iscrizioni , la Federazione V.A.B. Italia sarà pronta ad operare sull’intero territorio nazionale , in sinergia ed in rappresentanza delle V.A.B. regionali federate ed in collaborazione con gli Enti Nazionali preposti alla Protezione Civile.

La V.A.B. dunque stà crescendo e , grazie all’impegno di tutti , crescerà ancora di più con l’ingresso di altre realtà regionali e/o associazioni con scopi e fini analoghi ai nostri: la lotta agli incendi boschivi e il soccorso di Protezione Civile.

Attualmente fanno parte della Federazione V.A.B. Italia O.N.L.U.S. le seguenti Associazioni Regionali V.A.B. :

V.A.B. Toscana

V.A.B. Emilia Romagna

V.A.B. Marche

V.A.B. Lombardia

V.A.B. Campania

V.A.B. Sardegna

V.A.B. Puglia

 

 

Motto della V.A.B. : “Chi ha piantato un albero …. non è passato invano sulla terra!

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Io Non Rischio

Io non rischio è una campagna di comunicazione nazionale sulle buone pratiche di protezione civile. Ma ancora prima di questo, Io non rischio è un proposito, un’esortazione che va presa alla lettera. L’Italia è un paese esposto a molti rischi naturali, e questo è un fatto. Ma è altrettanto vero che l’esposizione individuale a questi rischi può essere sensibilmente ridotta attraverso la conoscenza del problema, la consapevolezza delle possibili conseguenze e l’adozione di alcuni semplici accorgimenti. E attraverso conoscenza, consapevolezza e buone pratiche poter dire, appunto: “io non rischio”.

Io non rischio è anche lo slogan della campagna, il cappello sotto il quale ogni rischio viene illustrato e raccontato ai cittadini insieme alle buone pratiche per minimizzarne l’impatto su persone e cose. E in questo caso il termine slogan, che in gaelico significa “grido di battaglia”, è particolarmente appropriato: è la pacifica battaglia che ciascuno di noi è chiamato a condurre per la diffusione di una consapevolezza che può contribuire a farci stare più sicuri.

 

Come nasce

Il sistema più efficace per difendersi da un rischio è conoscerlo. Questo tipo di conoscenza, per essere realmente utile, di solito comporta un livello di approfondimento che difficilmente può essere comunicato con un semplice spot radiofonico o televisivo.

L’ideale, per un cittadino, sarebbe poter parlare con qualcuno capace di raccontargli tutto quello che occorre sapere sul terremoto, sul maremoto o su qualsiasi altro rischio, magari incontrandolo direttamente nella sua città, in piazza, un sabato o una domenica mattina. Ed è qui che si è accesa la lampadina: i volontari di protezione civile!

Le associazioni di volontariato di protezione civile sono presenti in tutta Italia. I volontari vivono e operano sul proprio territorio, lo conoscono e a loro volta sono conosciuti dalle istituzioni locali e dai cittadini. Chi meglio di loro per fare informazione sui rischi che su quel territorio insistono?

Da questi presupposti è nata l’idea originaria di Io non rischio. Formare i volontari di protezione civile sulla conoscenza e la comunicazione del rischio per poi farli andare in piazza, nella loro città, a incontrare i cittadini e informarli. Un’idea concepita e proposta da Anpas e subito sposata dal Dipartimento della Protezione Civile, dall’Ingv e da ReLuis, e poi progressivamente allargata ad altre associazioni di protezione civile. Perché se è vero che le idee camminano con le gambe delle persone, per un’idea come questa di gambe ce ne vogliono davvero tante.

Come si svolge

Ogni processo di comunicazione, informazione o educazione è necessariamente un processo a cascata. Tutti noi, a scuola come sul lavoro, siamo stati formati da persone che, a loro volta, sono state formate da altre persone. Quindi ci è sembrato del tutto naturale utilizzare questo processo anche nella formazione dei volontari e, di conseguenza, nella comunicazione finale con i cittadini.

Tanto per cominciare, vengono selezionati dei volontari su tutto il territorio nazionale, che svolgano il ruolo di formatori all’interno delle aree territoriali di riferimento per le successive edizioni della campagna: area nord, area centro, area sud, area Sicilia e area Sardegna. Dal 2015, infatti, si è deciso di individuare un gruppo stabile di formatori motivati, disponibili a fare una formazione più approfondita e che – suddivisi a gruppi di due o di tre su base territoriale – hanno il compito di organizzare la formazione a cascata con i volontari delle diverse organizzazioni di volontariato che partecipano alla campagna. Ogni gruppo di due o di tre volontari formatori, formati in modo approfondito da tecnici, scienziati e professionisti della comunicazione del rischio, diventa responsabile della formazione per le piazze della propria Regione: qualora risulti necessario, viene chiesto ai volontari formatori di organizzare l’attività anche per piazze di Regioni limitrofe.

Alla fine del processo, per essere sicuri che tra tutti ci sia omogeneità nel livello di conoscenze, vengono organizzate delle giornate di refresh: una specie di ripasso in cui ogni partecipante è chiamato a esercitarsi anche attraverso delle simulazioni pratiche. Dopodiché, tutti i volontari sono formati e pronti a incontrare i cittadini.

Diciamo incontrare, e non informare, per porre l’accento sulla filosofia su cui si fonda la campagna. I volontari non fanno volantinaggio. Non si limitano a lasciare il materiale informativo alle persone, ma si fermano a parlare con loro, illustrano il problema, in qualche modo lo raccontano e rimangono a disposizione per eventuali domande e chiarimenti. Anche dopo le giornate della campagna, visto che, come abbiamo detto, i volontari operano e vivono sul territorio in cui comunicano.

Questo è quello che succede oggi nelle piazze di Io non rischio. Il domani lo costruiremo giorno per giorno con i volontari, i cittadini e tutti quelli che vivono con noi questa campagna.

La campagna Io non rischio è promossa e realizzata da: Dipartimento della Protezione Civile, Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Anpas-Associazione Nazione delle Pubbliche Assistenze e ReLUIS-Consorzio interuniversitario dei laboratori di Ingegneria sismica.

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Direzione Generale della Protezione Civile Regione Autonoma della Sardegna

La Direzione generale della Protezione Civile è stata istituita con la legge regionale n. 3 del 7 agosto 2009, ed esercita le funzioni che il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della L. 15 marzo 1997, n. 59), articolo 108, comma 1, lettera a), punti 1, 2, 3, 4, 6 e 7, conferisce alle regioni e quelle di cui alla legge regionale n. 9 del 2006, articolo 69, e coordina le attività di protezione civile delle strutture della Regione, delle province, dei comuni e delle organizzazioni di volontariato.
L'attività del sistema della protezione civile in Sardegna è regolata dalla legge regionale n. 3 del 17.01.1989 e da un insieme di norme, statali e regionali, che consentono di governare e gestire le diverse situazioni che si presentano nella quotidianità e nella gestione delle diverse emergenze, per salvaguardare l’integrità della vita dei cittadini, dei beni e dell'ambiente.
Il Presidente della Regione svolge le proprie funzioni di protezione civile anche mediante delega all'Assessore della difesa dell'ambiente.
La Direzione generale è organizzata in tre servizi principali che curano ciascuno, nella trasversalità delle competenze, i rapporti istituzionali, la programmazione degli investimenti, la formazione e la comunicazione, il coordinamento operativo e le attività di previsione e prevenzione. La struttura svolge la sua attività in stretto collegamento con gli Enti locali e territoriali, con il coinvolgimento e l’utilizzo del Volontariato iscritto nell’Elenco regionale di Protezione Civile, coordinando un “Sistema” complesso, nel quale operano sinergicamente diverse istituzioni, strutture operative regionali, locali e statali.
La Direzione svolge, come detto, le attività di pianificazione, previsione, coordinamento, redazione e attuazione dei piani regionali di protezione civile e di antincendi boschivi e di interfaccia. Svolge inoltre compiti di indirizzo e di coordinamento dei piani provinciali e comunali di protezione civile. Tramite il Centro Funzionale Decentrato svolge funzioni di previsione, monitoraggio e sorveglianza del rischio idraulico e idrogeologico. Opera per intervenire con competenza e tempestività in caso di calamità e disastri naturali, per portare soccorso e prima assistenza alle popolazioni colpite, lavora in modo particolare alle attività di prevenzione, per fare in modo che, eventi potenzialmente molto distruttivi, contino il meno possibile in termini di vite e di danni al territorio e all’ambiente.
Facendo leva sulle attività di formazione, comunicazione, informazione e simulazione, anche rivolte direttamente ai cittadini oltre che al volontariato di sistema, la Direzione generale promuove la conoscenza dei rischi e la consapevolezza del pericolo specifico dei diversi territori, favorendo così la crescita di una cittadinanza attiva e resiliente capace di rispondere in autotutela alle principali situazioni di emergenza.
La Protezione civile regionale dispone di una Sala operativa regionale integrata (SORI), in funzione 24 ore su 24 e 365 giorni all'anno, capace di rispondere alle esigenze dei Sindaci e del territorio e in grado di allertare, in tempo reale, tutte le forze e le strutture deputate ad intervenire in caso di eventi calamitosi o altre situazioni di pericolo legate a particolari condizioni atmosferiche.

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Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale

Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale (Cfva) istituito con la legge regionale 26/85 è un Corpo tecnico con funzioni di polizia per la tutela dell'ambiente naturale; è una Direzione generale dell'Assessorato della Difesa dell'ambiente e opera sul territorio regionale con più di 1400 persone, 3 servizi centrali, 7 servizi territoriali, 82 stazioni forestali e 10 basi navali.

Compiti del Cfva

Il Corpo esercita funzioni operative di prevenzione e lotta agli incendi boschivi e delle campagne di coordinamento delle operazioni di spegnimento, collabora alle attività di protezione civile.

Provvede alla tutela tecnica ed economica dei boschi, dei beni silvo-pastorali dei Comuni e degli Enti pubblici, di parchi, riserve, biotopi ed altre aree di particolare interesse naturalistico e paesaggistico individuate con leggi o provvedimenti amministrativi, della flora, della vegetazione e dei pascoli montani.

Svolge compiti di prevenzione e repressione dei comportamenti illegali nelle attività di caccia e pesca, esercita funzioni di polizia forestale, fluviale e sulle pertinenze idrauliche, di salvaguardia dei beni culturali;vigila sul rispetto della normativa urbanistica e di quella in materia di rifiuti negli ambienti naturali.

Il Cfva provvede inoltre alla propaganda forestale e ambientale, alla difesa del suolo dall'erosione, al controllo dei semi e delle piantine forestali; cura la statistica e l'inventario forestale ed è partner di vari progetti scientifici, anche di carattere internazionale, in materia ambientale; svolge funzione di tutela della fauna e della flora ai sensi della Legge n.150 del 1992 relativa all'applicazione in Italia della Convenzione internazionale di Washington (Cites).

Organigramma

La direzione ed i servizi centrali sono ubicati a Cagliari mentre sette ispettorati periferici si trovano in importanti centri abitati dell'isola; gli ispettorati hanno alle loro dipendenze le stazioni forestali e le basi logistico-operative navali (Blon), tutte ubicate in posizione strategica. In ognuna di queste strutture operano ispettori, assistenti e agenti in possesso delle qualifiche di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza.

Compiti istituzionali

Nel quadro della programmazione regionale il Corpo forestale della Sardegna esercita funzioni sia di coordinamento che operative nella prevenzione e lotta agli incendi boschivi e in materia di protezione civile. Promuove le attività di previsione e studio degli scenari di rischio per la salvaguardia dell'incolumità pubblica e dell'ambiente organizzando le risorse e gli interventi. Provvede in particolare alle seguenti funzioni:

  • tutela tecnica ed economica dei boschi;
  • tutela tecnica ed economica dei beni silvo-pastorali dei comuni e degli enti pubblici;
  • tutela dei parchi, riserve, biotopi ed altre aree di particolare interesse naturalistico e paesaggistico individuate con leggi o provvedimenti amministrativi;
  • tutela della flora e della vegetazione;
  • tutela dei pascoli montani;
  •  propaganda forestale e ambientale;
  • difesa dei suolo dall'erosione;
  • controllo dei semi e delle piantine forestali.

Al C.F.V.A sono attribuiti compiti di vigilanza, prevenzione e repressione in particolare nelle seguenti materie:

  • caccia;
  • pesca nelle acque interne e marittime;
  • incendi nei boschi e nelle aree extraurbane;
  • polizia forestale;
  • polizia fluviale e sulle pertinenze idrauliche;
  • beni culturali;
  • applicazione della CITES, la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione.

Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale provvede inoltre alla statistica e all'inventario forestale e può predisporre studi sui problemi di interesse forestale e montano ai fini della difesa dei suolo, e avanzare proposte di soluzione agli organi competenti. Dal 2007 è titolare dell'attività della Protezione civile.

Numero di pronto intervento

 Il "1515" è un numero gratuito di pubblica utilità, operante 24 ore su 24, realizzato con lo scopo di instaurare un rapporto diretto tra i cittadini ed il Corpo forestale e di vigilanza ambientale. Il numero permette di entrare in contatto con la "sala operativa regionale" al fine di comunicare e segnalare incendi boschivi ed ogni altra emergenza ambientale.
 

Dipartimento della Protezione Civile

Il Dipartimento della protezione civile è una struttura della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Nasce nel 1982 per dotare il Paese di un organismo capace di mobilitare e coordinare tutte le risorse nazionali utili ad assicurare assistenza alla popolazione in caso di grave emergenza. Il drammatico ritardo dei soccorsi e all’assenza di coordinamento che avevano caratterizzato la gestione del terremoto in Irpinia del 1980 avevano, infatti, evidenziato la necessità di istituire una struttura che si occupasse in maniera permanente di protezione civile.

Con la legge n. 225 del 1992 il Dipartimento diventa il punto di raccordo del Servizio Nazionale della protezione civile, con compiti di indirizzo, promozione e coordinamento dell’intero sistema.

Il Dipartimento, operando in stretto raccordo con le Regioni e le Province autonome, si occupa di tutte le attività volte alla previsione e alla prevenzione dei rischi, al soccorso e all’assistenza delle popolazioni colpite da calamità, al contrasto e al superamento dell’emergenza.

Attraverso gli Organi collegiali del Servizio Nazionale - Comitato paritetico Stato-Regioni-Enti locali, Commissione nazionale per la previsione e prevenzione dei grandi rischi, Comitato operativo della protezione civile – il Dipartimento mantiene rapporti costanti con tutte le Componenti e Strutture operative nazionali per garantire le diverse attività previste dalla legge n. 225 del 1992.

Con i propri Uffici tecnici - che operano in stretto raccordo con le strutture di protezione civile delle Regioni e Province Autonome - e con il supporto dei Centri di Competenza, il Dipartimento si occupa quotidianamente di previsione e prevenzione dei rischi naturali e antropici. In particolare, garantisce il funzionamento del Sistema di allertamento nazionale attraverso la rete dei Centri Funzionali e promuove e realizza programmi e progetti per la riduzione e la mitigazione dei rischi.

Il Dipartimento ha, inoltre, un ruolo importante per l’indirizzo e coordinamento delle attività di pianificazione di emergenza realizzate dalle istituzioni territoriali e per la promozione e organizzazione di esercitazioni di protezione civile, utili a testare modelli organizzativi e procedure operative.

Presso il Dipartimento operano il Centro Funzionale Centrale, nodo strategico della rete dei Centri Funzionali che si occupa delle attività di previsione, monitoraggio e sorveglianza in tempo reale dei fenomeni naturali, e il Centro di coordinamento Sistema, presso la Sala Situazione Italia che monitora le situazioni di emergenza su tutto il territorio nazionale. Inoltre sono attivi presso la sede del Dipartimento il Coau, Centro Operativo Aereo Unificato, che coordina gli interventi della flotta aerea dello stato per la lotta attiva agli incendi boschivi, e il Coemm, Centro Operativo per le Emergenze Marittime.

Tra le competenze attribuite al Dipartimento c’è il sostegno al volontariato di protezione civile, così come specificamente previsto dal DPR n. 194 del 2001, il supporto alle attività di formazione per i diversi operatori del sistema, la promozione di iniziative per la diffusione della conoscenza della protezione civile e per l’informazione alla popolazione.

È inoltre compito del Dipartimento coordinare le prime attività di risposta a calamità naturali, catastrofi o altri eventi che, per intensità ed estensione, devono essere fronteggiati, con immediatezza d'intervento, con mezzi e poteri straordinari. Con la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale da parte del Consiglio dei Ministri, spetta al Capo del Dipartimento della Protezione Civile emanare le ordinanze che disciplinano i primi interventi da realizzare. 

In ambito internazionale il Dipartimento della Protezione Civile promuove accordi e programmi tecnico-scientifici per implementare l’attività di previsione e prevenzione dei rischi, organizza ed interviene ad esercitazioni che coinvolgono diversi Paesi, partecipa a progetti di scambio e condivisione di conoscenze, di esperienze e di metodologie di intervento, contribuisce alla diffusione della cultura di protezione civile a livello internazionale.

Attraverso il Dipartimento l’Italia partecipa inoltre al Meccanismo Europeo di Protezione Civile. Il Meccanismo è uno strumento dell’Unione Europea che nasce per rispondere in modo efficace e tempestivo alle emergenze che si verificano all’interno e all’esterno dell’Unione, attraverso la condivisione delle risorse di tutti gli Stati membri.

In questi ultimi anni, nel settore internazionale, il Dipartimento della Protezione Civile ha svolto un importante ruolo sia di supporto al Meccanismo Europeo – attraverso l’impiego di esperti e squadre nelle principali missioni internazionali – sia di sostegno e promozione del dialogo e della sinergia tra le Nazioni Unite e l’Europa, con l’intento di fornire un contributo al miglioramento della risposta della comunità internazionale in caso di disastro.

Come per le emergenze nazionali, il Dipartimento può far fronte alle calamità in ambito internazionale a seguito della dichiarazione di stato di emergenza e dell’emanazione di ordinanze di protezione civile (legge n. 152 del 2005).

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